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mercoledì 25 giugno 2014

cambio sito dal blog

Ho comprato un sito con nome www.linomilita.com come primo passo lo ho programmato per immettere le informazioni e continuare scambi, chiacchiere, informazioni con tutti, come ho fatto sino ad ora con il blog. Un sito è una responsabilità (anche giuridica) maggiore sia in termini di gestione e programmazione, sia per le possibilità infinite di sviluppo.

Vi è una sorpresa vi è anche il gemello www.linomilita.com/en/ in inglese, ed è rivolto in primo luogo agli amici all’estero e ai nuovi.

Ho immesso i primi post del mio blog sia in italiano sia in inglese.

Ovviamente ognuno può iscriversi alla newsletter, e si possono scrivere commenti.

Nelle prossime settimane a cadenze di qualche giorno immetterò tutti i post del blog, anche per riaffrontare temi comuni a tutti.

E mi servirà come allenamento per la traduzione in Inglese che sto scrivendo ora del mio secondo libro di poesie con immagini “Reciproche Rinascite”. Una prima stesura è stata già trascritta. E ora ricomincio daccapo recitandole in inglese, simulando cadenze di stili della tradizione ottocentesca inglese. Vedremo che uscirà fuori. Ovviamente sarà necessario impegnarsi per una terza e successiva stesura.

giovedì 6 marzo 2014

#20 Contaminazioni: La compassione lirica: una fonte poetica per il comando che cura e mantiene


Colui che comanda e che ha posizioni di responsabilità, prima di tutto, non dovrebbe esprimere la compassione? E l'empatia non solo per la rivendicazione di conflitti ma anche per coloro che sono più deboli e muti?

All'uopo prendo spunto dal brano “IL Presidente” del disco a 33 giri Celi Fabio e Gli Infermieri – Follia.



Fu scritto nel 1969, e pubblicato nel 1973. Anticipa di due anni il rock progressivo ed è già proiettato nel decennio successivo. Rock costruito sulla base di due tastiere e sulla voce di Fabio Celi (alias Antonio Cavallaro). Vi sono anche basi di musica classica contemperate alla dolcezza della voce e delle melodie italiche, simile ad alcuni lavori del Banco del Mutuo Soccorso.

Nel 1973 quando uscì per Studio 7, il disco che contiene sei brani, venne immediatamente bandito dalla RAI, limitandone la distribuzione a livello regionale.

Oggi nel 2014 i capi, i leader, i presidenti italiani e stranieri parlano in modo dichiarativo e pieno di intenti chiari, con una razionalità di bambino nella fase anale che vuole estirpare il male, o popoli da una nazione all'altra, o piccoli leader che vogliono espellere, rottamare ed evacuare persone, idee, parole. O ancora novelli cavalieri che stendono il fuoco purificatore del plauso, per azzerare il vecchio putrido e marcio, che è sempre altro e fuori dalla propria storia e dal proprio ambiente dal quale sono nati e cresciuti.

E parlano promettendo l'avvento della nuova era sempre lontana, attraverso il loro entusiasmo, gesto, capacità. E tutto questo è bello e nobile, ma è sempre il “proprio”, perché parlano di “loro”.

Chi comanda avrebbe l'onere e la facoltà di gestire risorse e mezzi per il bene comune. Dovrebbe ascoltare gli ovvi conflittuali punti di vista, conservando tutto, nonostante il mutamento delle condizioni di sopravvivenza per garantire le possibilità di esistenza dignitosa.

Tutto ciò non è ovvio, almeno negli ultimi secoli?

Il leader e il Presidente non dovrebbero parlare anche e nonostante i loro limiti? Non dovrebbero mostrare una compassione e attenzione da parte delle forze che lo sostengono? Un senso che è proprio del suo corpo e non in modo sacrale e carismatico, ma nel senso poetico: di colui che assorbe e lo riverbera. Di colui che come il poeta lo amplifica anche attraverso limiti e debolezza.

Il senso lirico nella traduzione poetica del mondo non è forse la matrice del sovrappiù di quello che potremmo essere ?

Propongo un brano di questo lp, dal Titolo il Presidente e propongo il testo ( di una modernità futura e di una dolcezza forse ancora non recepita del tutto ):

È da poco tempo, che io siedo qui
massima vetta della società
E vorrei ascoltare, la parola di chi
Mi chiede pane, lavoro, e libertà.

Ma non è che non voglio, è che non posso
mantenere ora, ciò che promisi.

No, non fate quei visi.
Vorrei dir di si, a ciò che domandate
aiutare te, aiutare tutti voi
purtroppo non sono quello che voi credete
io qui sono tutto, ma non sono nessuno,
che posso farci, se mi hanno detto così
non fare un passo, non ti muovere di qui
che posso farci, se mi hanno detto di più
ricordati, che chi comanda non sei tu”.

Che stupido sono, ho creduto
di avere tutto, niente ho avuto
prima di me, ognuno s’è venduto
ha messo all’asta la sua patria
la sua terra, la sua famiglia.

Per sentire il brano premi QUI 

martedì 4 febbraio 2014

*15 Special Guest: Tutto sotto controllo: la solitudine



Ciao,

eccomi qui. Dal mio ebook “Tutto sotto controllo. Un corpo allo specchio” trascrivo un passo che tratta della solitudine e dell’isolamento: tratti comuni e ineliminabili del nostro vivere. Ci accompagnano e talvolta litighiamo con loro, sebbene in alcuni casi li ricerchiamo come nido sicuro o come illusione di eterna regolarità. Vi sono state occasioni proficue di cambiamento affrontando la solitudine voluta o l’isolamento coatto? È accaduto nel vostro vivere? O sotto sotto sperate che sia stato così? Oppure ancora la solitudine è un sentiero finale che porta al silenzio senza memoria?        

“[…] E in più, che diamine, l’adolescenza è finita. No: lo specchio dice che sei ancora giovane, ma vi è la consapevolezza che occorre distinguere tra isolamento e solitudine. La solitudine non è un male. Vi è sempre una parte che è destinata a non apparire agli altri? Eppure tutti ne sono convinti. La solitudine aiuta a rendere distante una parte di sé rispetto al divenire, all’apparire delle cose. È l’illusione di un aiuto per riflettere con sé. Apprendo nuove parole: se l’io diventa ipertrofico, allora è malato. È l’Io piccolo che vuole vedere tutto: follia e dolore. Incoerente per le pretese e incompleto perché è nel mondo. La solitudine aiuta a predisporre risorse per sopravvivere tra la natura nascosta e il mondo immaginato. Mondo e natura evocano timbri differenti per chiunque: un concerto incredibile da ognuno e per ognuno.

Un altro discorso è l’isolamento come stato e necessità, sapendo che le relazioni sociali alimentano malessere e disagio interiore. La solitudine accetta anche la compagnia. L’isolamento con buona volontà si risolve. La malattia se è persistente, ineducata e scostumata perché non chiede il permesso, induce ognuno a isolarsi: vergogna, impotenza e stanchezza. […]”




Aleksandr Rodchenko, Ritratto di Med Georgi-Petrusov 


Il libro in formato digitale (epub), di facile lettura con un programma universale di archiviazione gratuito come Calibre (scaricabile QUI )


lo si può reperire su

Ultimabooks:   QUI  

Bookrepublic:  QUI  

ebook.it           QUI

ebookizzati.it:  QUI   

Amazon           QUI – in formato kindle..






mercoledì 15 gennaio 2014

*14 Special Guest: Tutto sotto controllo. Un corpo allo specchio


Ciao,

eccomi qui. Da tempo cari amici non ci siamo sentiti. È stato un periodo intenso di lettura, scambio di opinioni ed esperienze con tutti, lettori compresi, e di lavori in corso. Uno tra questi è terminato ed è, a differenza dei testi poetici, il mio primo racconto presentato in forma autonoma, e non come gli altri più brevi assieme a miscellanee di altri autori. Presento un tema sovraesposto nella pubblica opinione quanto superficiale nell'analisi. Cattura attenzione e incuriosisce forse per la caratteristica di apparire come risultato di processi psichici remoti fondamentali e di relazioni sociali pervasive in ogni accadimento del giorno. Risulta, in conseguenza, il paradosso di costituire un fatto personale e strettamente attuale. Doppia censura che afferma la malattia come causa, invece di costituire il sintomo e il segnale di sprofondare negli abissi.

Che cosa accade quando la cultura e la società determinando la scissione tra mente e corpo, sono viste con l'occhio della loro figlia (la tecnica)? Che cosa accade quando la volontà tesa a perseguire obiettivi gestibili e riducibili in termini di efficacia, rivolge le sue armi verso se stessa? E quando ancora l'occhio tronfio e illuso d'onnipotenza, vede l'abbandono e il fallimento già da sempre certificato? Un accadimento insospettato è che proprio la parte separata e creduta più debole, reagisca ed esponga il sovrappiù di ciò che siamo nell'irriducibile esistenza d'ognuno.



Aleksandr Rodchenko, Ritratto di Med Georgi-Petrusov 



Il libro in formato digitale (epub), di facile lettura con un programma universale di archiviazione gratuito come Calibre (scaricabile QUI )


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Ultimabooks:   QUI  

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sabato 21 dicembre 2013

*13 Special Guest: Domenica 22, No Farhenheit 451: I bei libri si regalano, NON si bruciano.



Cari amici segnalo un evento cui io stesso parteciperò:

I bei libri si regalano, NON si bruciano. Gli scrittori incontrano i lettori, in piazza, per regalare i propri libri. Un gesto importante, una presa di coscienza affinché la cultura sia divulgata e mai più oppressa.
A Natale Regalati Un Libro. E se questo libro te lo regala direttamente il suo autore? Alle ore 16.00, a Piazza del Popolo, il 22 Dicembre regaleremo i nostri libri ai passanti.




Tutti gli scrittori si recheranno a Piazza del Popolo (compreso il sottoscritto) alle ore 15.50. Ognuno indosserà un berretto o una sciarpa o un foulard o bandana di colore rosso. E ognuno offrirà 10 o 20 libri SCRITTI DA LORO stessi, foderati di carta bianca con sopra scritto (a mano, col pc, col pennarello) SOLO il titolo del libro e il nome dell'autore. All'interno dei libri vi sarà un segnalibro o cartolina o biglietto da visita o dedica con firma.
Alle ore 16.00 si distribuiranno i libri e si distribuiranno ai passanti, chiedendo loro di regalarli dopo averli letti e di lasciare un commento sui nostri siti/blog/pagine riportati all'interno.


domenica 15 dicembre 2013

La gradevole meraviglia di poter dire “Grazie”


La meraviglia accompagnata alla riconoscenza è sempre una sorpresa. Talvolta immaginiamo noi stessi con i nostri cari, vicini o persone della fantasia pregustando storie cui vivere un’esistenza più intensa. Quante volte abbiamo immaginato di rivivere gesta mitiche di eroi e di personaggi storici per riadattarle ai nostri desideri, ed esserne lieti prefigurando un futuro ancora da venire e forse impossibile da realizzare. E si vuole l’originalità attingendo a ciò che d’interessante appare, confidando di un pubblico immaginario. E quando poi accade veramente, lo stupore si accasa subito con desideri concepiti e mai confessati.

Da lungo tempo le opere di Samanta Lai gravitavano verso la mia sensibilità sia per una visione ludica sia per la tensione a far scaturire un vero e proprio senso poetico. Due delle sue opere divennero parte integrante di due mie poesie per il libro “Reciproche Rinascite”.

In seguito con fare inaspettato, veramente non immaginato, Samanta mi inviò in dono una sua opera originale.





La commozione e la sorpresa ancora presenti invitano a una condivisa felicità per chi ne abbia interesse, perché il quadro raffigura un’attrice che ammiro per il suo impegno civile e per le sue capacità interpretative. Vanessa Redgrave è sempre stata un mio idolo, perché attraverso il suo lavoro di attrice ha svolto attività politica e di rivendicazione di piena cittadinanza per tutti, interpretando film aventi temi di diritti civili e politici. In particolare ricordo un film sulla prigionia nei campi di concentramento con Lei contrassegnata da colori blu e grigi progressivamente tendenti al nero, dove con fatica cercando di far sopravvivere le sue compagne, mantiene fino alla fine la propria umanità. Questo volto stanco velato dal bianco e dal grigio chiaro e anemico di toni, ha sguardi formati da un paesaggio lunare azzurrino di ferro e un blu di estraniazione composto da un firmamento duro e spietato. 

Nonostante tutto il viso sfiancato dall’indigenza e sofferente per il dolore ricevuto, sostiene la volontà di uno sguardo compassionevole vero l’umanità d’ognuno. E la smorfia si tramuta in un sorriso.

Grazie Samanta.