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lunedì 8 aprile 2013

@11 PoeticaMente: La felice Mezzaluna



La tradizione musicale siriana si caratterizza, come in generale quella dei paesi arabi limitrofi (Egitto, Libano e Iraq), per l’importanza conferita all’improvvisazione. La sua forma principale è il taqsim, preludio estemporaneo per uno strumento solista, in ritmo libero. Il suo equivalente vocale è il layali, un vocalizzo sulle parole «yālayl, ya ’aynī» («oh notte, oh miei occhi»).

Gli strumenti piū diffusi sono lo ud, o liuto arabo (importato poi in Italia nel 1400 e diede un contributo fondamentale per la musica rinascimentale).


Oud --- prelevato da QUI
  
  
Il qanun, una sorta di cetra trapezoidaleo o kanun, è uno strumento cordofono a 78 corde della tradizione classica araba. Consiste in una cetra trapezoidale, con numerosi cori di corde tesi su un piano armonico di pergamena. La lunghezza delle corde può essere modificata prima dell'esecuzione agendo su piccoli capotasti metallici, cambiando così accordatura in funzione della scala prescelta. Le corde vengono pizzicate tramite due grossi plettri di corno.

Qanun – prelevato da QUI

   
Il qanun ha nella didattica musicale araba, greca e turca la stessa funzione che il monocordo ha rivestito in quella medioevale occidentale, di strumento pratico per l'apprendimento degli intervalli. Venne introdotto in occidente nel medioevo, con il nome di cannone.
Il nay, un flauto dritto (risale a 5000 anni fa: ne sono stati reperiti alcuni nell'antica città di Ur). Il ney (parola di origine iraniana) è un flauto di canna composta da 9 nodi e i suoi fori seguono rigide regole matematiche, utili per l'esecuzione dei diversi maqam (che in arabo significa luogo o posizione ).


Nay – prelevato da QUI

Ogni maqam descrive il "fattore tonale-spaziale" o insieme di note musicali, compresi i modelli e lo sviluppo della melodia tradizionale, lasciando libera la "componente ritmico-temporale", perché è aperto alla sensibilità di ognuno, anche dagli Andalusi dell'estremo occidente.

Dai millenari scambi tra Magreb (Marocco, Algeria, Tunisia;) e Makresh (Libia, Egitto, e Medioeriente) gli strumenti musicali si sono fusi, modificati e rigenerati, anche attraverso l'impero Romano e le Repubbliche Marinare, fino agli imperi dei giorni nostri.

E tutto passa ancora oggi in Siria, sotto il rumore delle bombe, nel paese dalle numerose vocalità, etnie e richiami sonori per tutta l'EuroAsia.

Siamo circondati da queste improvvisazioni millenarie, dove il Sole e la Luna giocano a nascondino in questa felice mezzaluna che abita nel Mediterraneo.

E una armoniosa commistione appare nella moderna chitarra siriana e in quella andalusa.... E nel cuore di chi le suona.


Per ascoltare la chitarra siriana e andalusa premere QUI 

lunedì 18 febbraio 2013

#9 Contaminazioni: Un respiro che è già melodia: Nina Simone



Nina Simone, nome d'arte di Eunice Kathleen Waymon ( Tryon, 21 febbraio1933 – Carry-le-Rouet, 21 aprile 2003).
Fu una cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili. È stata soprattutto un'interprete jazz, anche se il suo stile variava fra diversi generi, dal soul, al blues, al folk e al gospel.

Ma lei esprime anche il classico. Lei è l'esempio di come cuore, tecnica, talento non conoscano steccati.


Immagine presa QUI 
Per esempio nella sua canzone Sinnerman, abbiamo Johann Sebastian Bach. Le toccate e le fughe. 



Lei segue le scale con il suo timbro corposo e sanguigno e nella regolarità dei contrappunti, la sua voce erompe nei primi minuti piano piano, con una tensione crescente e trattenuta. Di questo uomo che porta il sonno e l'ottundimento della ragione, di un uomo amato, ma avaro di risposte. 
E lei allora dal secondo minuto aumenta il timbro e lo richiama, mantenendo ordine in modo dimesso, senza eccedere. E poi nel secondo minuto apre la sua voce. E lo ripete, con richiami ritmati nel blouse, come se si corresse o si chiamasse in un'onda da stadio, con il braccio che vuole attenzione. E poi quasi alla fine del terzo minuto  riprende il ritmo e l'orchestra va da sola. Il ritmo fa da contrappunto. E lo ripete ancora coinvolgendo l'ascoltatore e poi lei chiude la fuga suonando il piano. UNICA. MERAVIGLIOSA. 

Perché poi il ritmo riprende e lei come se fosse nella fuga per eccellenza, assieme all'orchestra ricomincia e non canta più: emana le tonalità solo con il respiro ! 

E al settimo minuto la sua voce, e non più il piano, guida l'orchestra: IMMENSA.

Per ascoltare Sinnerman premere QUI.



sabato 19 gennaio 2013

#2 Contaminazioni: Orlando e Tilda





 Tilda: qui in Orlando lei offre il femminile e il maschile inconscio in ognuno di noi, e la storia di un impero, e la storia della volontà di essere padre e madre. Ma in tutto questo film, LEI è un dono: un'offerta continua delle possibili manifestazioni di ciò che LEi può essere. Lei il personaggio, LEI Tilda, sono entrambe un generoso ventaglio di desideri del possibile che tutti possiamo essere.


Immagine presa da QUI 

Musica bellissima: il labirinto come ricerca del proprio senso della vita nello scorrere della storia del suo sesso, della storia dell'Inghilterra. E di questa musica che ripete il ritmo in modo ascendente per l'esplosione finale per una NUOVA NASCITA. 

Questo film, quel libro, quell'attrice, quella donna che fu la W. quelle musiche è un tutt'uno: un capolavoro assoluto. Il video Orlando: scena del labirinto: